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olmis
L’attimo prima dell’alba è un romanzo intenso e avvolgente che attraversa il tempo e la memoria, esplorando le fragilità dell’animo umano e la forza che può scaturire dalle sue ferite.
In un remoto angolo del Tirolo, tra la nebbia del passato e la luce incerta del presente, i destini di personaggi segnati da esperienze profonde si intrecciano in un’indagine che va oltre la superficie degli eventi.Tra silenzi carichi di significato, incontri inattesi e scelte che pesano come macigni, ogni pagina si riempie di tensione e poesia, regalando al lettore un viaggio dentro l’intimità della sofferenza e la possibilità della rinascita.
Una storia dove il tempo non cancella, ma insegna. Dove non si fugge dal dolore, ma lo si attraversa per ritrovare se stessi, quando il buio sfuma e la luce è ancora lontana: l’attimo prima dell’alba
Un noir psicologico, intimo e avvolgente, per chi sa individuare il fragile confine tra ombra e luce.
“Per chi ha attraversato l’oscurità e ha trovato dentro di sé il coraggio di tornare, per chi sa che guarire non è dimenticare, ma imparare a portare il peso senza lasciarsi schiacciare. Per tutte le mani che senza clamore ci aiutano a ricostruirci.”
Moreno Dapit
L'attimo prima dell'alba
romanzo
Olmis, 2025, pag. 224, 13x20
Euro 13,00
I diversi lustri trascorsi a rileggere e riflettere sulle biografie di San Francesco, [due del Celano e quella di Bonaventura da Bagnoregio, rubricata “Leggenda Maggiore”, la “Leggenda dei tre compagni”, e la “La leggenda perugina”] e sugli scritti suoi, mi auguro siano in grado di giustificare e rendere comprensibile il fatto che dopo sì lunga dimestichezza sia sorta in me quella che vorrei definire un’amicizia affettuosa verso l’opera di Francesco d’Assisi; o forse è stata proprio questa corrispondenza d’amorosi sensi ad indurmi a trascorre quei lustri nelle biografie e ancor più nei testi del Santo, e a convincermi che il suo Cantico vada ritenuto uno dei capitoli maestosi del pensiero medievale.
L’effetto di quanto affermato sopra si manifesta nell’aver infarcito quella, che spero sia riconosciuta come una trattazione rigorosamente epistemica e razionale, con qualche slancio d’ammirazione. Il lettore, se ci sia, saprà capire.A.C.
Antonio Capitanio
San Francesco - IL CANTICO
Olmis, 2025, pag. 64, 15x26
Euro 14,00
AA.VV.
Storia contemporanea in Friuli n. 54
I.F.S.M.L., 2024, pag. 232, 17x24
Euro 15,00
Storia nazionale
Michelangelo Borri _ Dal fascio alla fiamma. Lucrezia Esy Pollio, un profilo biografico.
Matteo Ermacora _ Una mobilitazione poetica di guerra. Friuli 1914-1921
Storia regionale
Massimo De Sabbata _ Scultura monumentale in Friuli nel secondo dopoguerra: tre monumenti alla Resistenza
Michele Mioni _ Interpretazioni e orientamenti di ricerca per una storia politica della Regione Friuli Venezia Giulia attraverso gli archivi dei partiti della Prima Repubblica
Giunte rosse.
Amministrazioni comunali socialiste nel primo dopoguerra in Friuli Venezia Giulia
Andrea Fregonese _ Introduzione
Mirco Carrattieri _ Le amministrazioni rosse del 1920
Marco Puppini _ La breve primavera delle amministrazioni "rossse" della Bassa Friulana
Sergio Zilli _ Geografia elettorale del Comuni ex asburgici
Denis Baron _ Le amministrazioni socialiste della Carnia del 1920.
Premesse e indirizzi di ricerca a partire da due casi di studio
Gian Luigi Bettoli _ Le amministrazioni socialiste nel Friuli occidentale
Graziano Campaner _ L'amministrazione socialista e il "Soviet" dei contadini a Pravisdomini
Stefano Gasti _ Giuseppe Missio, popolare. socialista bianco
Fonti e ricerca
Monica Emmanuelli _ "Coraggio sempre".
La campagna italiana di Russia nel carteggio del sergente maggiore Giovanni Venuti
Storiografia
Matteo Ermacora _ Studi e ricerche sul Friuli nell'età contemporanea. Le pubblicaziuoni del 2023Denis Baron, Alessandro Faè _ Studi e ricerche sul Friuli nell’età contemporanea. Le pubblicazioni del 2020
Cari lettori,
è con grande emozione che vi
presento questa raccolta
di
poesie, frutto di riflessioni, esperienze e sentimenti profondi. Ogni poesia
contenuta in questo libro è un frammento della mia anima, un pezzo del mio
viaggio personale attraverso le gioie e le sfide della vita.
Le
poesie che troverete in queste pagine sono nate in momenti diversi della mia
vita, ispirate da eventi quotidiani, incontri significativi e introspezioni
profonde. Ho cercato di catturare l’essenza di questi momenti, trasformandoli
in versi che possano risuonare con le vostre esperienze personali.
I
temi trattati in questa raccolta spaziano dall’amore alla perdita, dalla
speranza alla disperazione, dalla natura al Friuli. Ogni poesia è un invito a
fermarsi e riflettere, a trovare bellezza nelle piccole cose e a riconoscere la
complessità delle emozioni umane.
Ho
scelto uno stile semplice e diretto, cercando di mantenere la purezza delle
emozioni senza sovraccaricare i versi di ornamenti inutili. Il linguaggio è
volutamente accessibile, per permettere a chiunque di entrare in sintonia con
le mie parole e trovare un proprio significato.
Vorrei
ringraziare tutte le persone che hanno sostenuto il mio percorso poetico, in
particolare Flavia e Auro D’Angelo, figli del maestro Otto -che ricordo con
tanto affetto - che con generosità, mi hanno donato i quadri che danno lustro a
questo libro e all’amico Andrea Benedetti, per traduzione delle poesie in
lingua friulana.
Senza
il loro supporto, questo libro non sarebbe mai stato possibile.
Vi
invito a leggere queste poesie con mente aperta e cuore pronto a emozionarsi.
Spero che possano offrirvi momenti di riflessione e conforto, e che possano
diventare per voi ciò che sono state per me: un rifugio e una fonte di
ispirazione.
Buona
lettura.
Enzo Cattaruzzi
Enzo Cattaruzzi
La casa della nonna / La cjase da la none
Olmis, 2025, pag. 64, 13x20
Euro 14,00
Gino Lorenzini
La valle fantasma del Canal di Cuna
Gino Lorenzini, 2025, pag. 164, 21x21
Euro 15,00
Ci sono luoghi che il tempo sembra aver condannato al
silenzio, ma che conservano ancora un’anima, nascosta tra le pietre e i sentieri ormai coperti
dalla vegetazione. Questa vallata, abbandonata da settant’anni, è uno di quei luoghi. Io ho vissuto i primi anni delle mia vita nella valle, e
poiché sono stato tra gli ultimi ad averla abbandonata da bambino, mi è rimasto dentro un legame che mi
ha portato a impegnarmi, a contribuire, a fare in modo che resti vivo il ricordo della
vallata dove, tra i ruderi delle antiche abitazioni e i sentieri ormai nascosti, la chiesetta di San
Vincenzo Ferrer resiste al passare del tempo. Ristrutturata con amore dai volontari trenta anni fa,
essa è oggi l’ultimo baluardo di un passato che ancora vuole farsi sentire. Non è solo un
edificio restaurato, ma un simbolo di appartenenza, un segno che la memoria di questa vallata vive
ancora nei cuori di chi non ha voluto lasciarla cadere nell’oblio.
Questo libro, insieme ai precedenti “Canal di Cuna Stralci
di storia e ricordi” pubblicato nel 2001 e “In Canal di Cuna con Pietro Menegon” pubblicato
nel 2008, nascono dal desiderio di raccontare la storia della ristrutturazione
della Chiesetta, di questa terra e delle persone che l’hanno abitata, di riportare alla luce le loro
vite, i sacrifici e le speranze che un tempo riempivano questa valle. Attraverso racconti,
documenti e fotografie, il lettore sarà accompagnato in un viaggio tra passato e presente, alla
scoperta di un mondo che non è mai stato davvero dimenticato. Perché, finché un luogo vive
nella memoria di qualcuno, non sarà mai davvero abbandonato.
Gino Lorenzini
Si potrebbe pensare che la grande storia sia quella molto orientata a raccontare eventi macroscopici e decisivi per i destini dell'umanità.
Dimentichiamo però che molto spesso la grande storia è formata da piccole storie, individuali, quasi private.
Ecco quindi che il diario di Gubian, purtroppo incompleto, offre una serie di informazioni assolutamente assenti nel panorama storiografico sulla campagna coloniale del giovane Regno d'Italia nel 1887-88.
Si tratta di una testimonianza redatta giorno dopo giorno, senza correzioni successive: in presa diretta
Testo con interventi di Nico Cappelletti e Livio Ciancarella
Nicolò Gubian
COME LE CICOGNE A SUEZ
Taccuini di un alpino dalla Campagna d'Eritrea 1887-1888
a cura di Paola Fabris
Olmis, 2024, pag. 112,15x21
Euro 15,00
Paolo Tomasella
NELLE CITTÀ DELLA VENEZIA GIULIA
Piani, progetti, fatti urbani (1924-1954)
Olmis, 2023, pag. 312, 22x24
Euro 25,00
Il convegno dal titolo Nelle città della Venezia Giulia: piani, progetti, fatti urbani (1924-1954), svoltosi a Trieste il 22 febbraio 2022 presso il Magazzino 26 del Porto Vecchio, ha inteso ripercorrere i molteplici aspetti legati al processo di costruzione del confine nord-orientale, la cui mutevolezza ha caratterizzato tutto il corso del Novecento: lo studio è stato condotto attraverso l'analisi delle trasformazioni urbanistiche e architettoniche che furono adottate nell'intera Venezia Giulia, in un arco temporale compreso fra il periodo interbellico e l'immediato secondo dopoguerra. Le scelte legate alle metamorfosi urbane delle città dell'Istria e della Dalmazia assegnarono alle azioni di modificazione dello spazio il ruolo sistemico atto a consolidare o trasformare, stabilizzare o radicare il senso di appartenenza nazionale di questi territori: ciò avvenne anche per mezzo dell'insediamento di nuovi manufatti architettonici all'interno di ambiti edificati di per sé compositi.
Adottando tale chiave di lettura, l'insieme eterogeneo degli interventi realizzati, spesso collocati in posizione periferica rispetto ai centri maggiori, dagli anni del cosiddetto "Fascismo di confine" fino alla difficile fase di ridefinizione della frontiera nel periodo 1945-1954 con la nascita della nuova Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, si accrebbero della valenza simbolica e di fondamenti sui quali, consapevolmente, si basarono processi e strategie sia di riappropriazione etnica del territorio e rafforzamento delle identità nazionali sia di negazione delle individualità considerate estranee.
È proprio sulla base di queste osservazioni che le indagini sull'evoluzione dei fatti urbani compiuti in questo spazio fisico si sono rivolte verso lo studio e l'analisi degli interventi di modificazione architettonica che interessarono le principali città della Venezia Giulia e della Dalmazia (Trieste, Pola, Fiume, Susak e Zara fra queste), ma anche alle azioni meno eclatanti di trasformazione diffusa del territorio legate, ad esempio, alla realizzazione di luoghi della memoria e della fede. Gli interventi a scala urbana si espressero spesso come la traduzione architettonica delle idee-manifesto della modernità o rappresentarono occasioni per affermare identità talvolta contrapposte.
Renzo Peressini
Storia di Marcolina
Circolo culturale Menocchio, 2024, pag. 192, 14x22
Euro 14,00
Della protagonista di questo romanzo ho già scritto nel 2007, nel libro intitolato Marcolina e le altre: era una di quelle donne spilimberghesi che, nel corso del XVII secolo, si sono trovate nella necessità di difendersi dall'inquietante accusa di stregoneria. Il libro era il risultato di una ricerca storica svolta consultando i verbali dei processi del Sant'Ufficio per l'Inquisizione conservati presso la Curia Arcivescovile di Udine.
Ma la storia di Marcolina non si riduce a quel breve, problematico, intenso periodo della sua esistenza. Sfruttando documenti storici reperibili in diverse sedi, si possono ricostruire anche altri aspetti della sua vita, a partire dalla sua nascita. Tanto che, a un certo punto, mi sono chiesto: perché non tentare di esporre in forma narrativa l'intera storia? Ho ceduto alla tentazione. All'interno di un indiscutibile inquadramento storico, ho provato a ricostruire le vicende salienti della travagliata vita della protagonista. Mi sono affidato all'immaginazione per raccontare i fatti particolari o per descrivere quelle situazioni delicate di cui non si troverebbe traccia in nessun documento storico.
Renzo Peressini
Sandro Forgiarini
THE AMAZING KERIS
LO STRABILIANTE KERIS
Olmis, 2023, pag. 152, 21x29,7
Euro 45,00
Il libro, 144 pagine e 164 fotografie a colori, è una sintesi delle cose principali da sapere per iniziare a capire un mondo che si rivelerà via via sempre più vasto e profondo. Da un piccolo rigagnolo iniziale si finisce in un vero e proprio oceano. Il mondo dei kris non smette mai di meravigliare e stupire per cui lo studio e la conoscenza sono senza fine. I vari capitoli guidano il lettore attraverso un percorso che inizia con alcuni cenni storici per passare poi alle varie componenti, alla forgiatura ed a tutti gli altri argomenti sottolineando la componente mistica che caratterizza il kris, sia come arma che come oggetto simbolico e rituale. Il kris richiede doti particolari per la sua costruzione e simboleggia l'anima del possessore.
Il testo è scorrevole ed adatto anche a lettori che non abbiano conoscenza alcuna di questo oggetto affascinante e talvolta misterioso. Certo non si può rimanere indifferenti davanti ai disegni del Pamor o alle rappresentazioni delle impugnature, vere e proprie opere d'arte grazie alla maestria degli intagliatori. Il libro vuol essere quindi l'innesco per stimolare una conoscenza che non deluderà chi si avvicina con rispetto e in punta di piedi ad un mondo speciale e bellissimo.
(testi inglese / italiano)
Roberto Sandron
Portogruaro _ una guida sentimentale
Olmis, 2022, pag. 164, 16x23
Euro 14,00
Dove si trova la bellezza?
Nelle grandi cose che,
come tutte le altre,
sono destinate a morire,
oppure nelle piccole cose che,
senza nessuna pretesa,
sanno incastonare nell'attimo
una gemma d'infinito?
Muriel Barbery
Tra Livenza e Tagliamento la Venezia Orientale, dove distese sconfinate di mais si alternano a ordinati filari di vite che producono vini tipici di grande qualità, ha saputo conservare siti di elevato interesse naturalistico accanto a pregevoli testimonianze artistiche.
Capoluogo di questo vasto distretto a vocazione prevalentemente agricola, commerciale e turistica, è Portogruaro.
Città di origine medievale, ma con radici ben più antiche, adagiata lungo il fiume Lemene, circa a metà strada tra Venezia e Trieste, distante poco più di 20 chilometri da Pordenone e 50 da Udine, è un nodo strategico della comunicazione, sia stradale sia ferroviaria.
È una città che sorprende il visitatore e lo conquista. È l'esperienza che il redattore di una rivista di fine Ottocento ha così efficacemente sintetizzato: "Portogruaro è una delle città dove non dispiace trattenersi alquanto per quel suo carattere particolare che presenta e che ne rende gradito il soggiorno. Meritatamente difatti i suoi abitanti hanno fama di cortesi e cordiali, a segno che non si può mai lodarne abbastanza l'ospitalità e quell'indole schietta e ad un tempo vivace che ritrae così bene della natura veneziana."
Mario Bettoli
Storia della brigata partigiana
Ippolito Nievo A
(a cura di Gian Luigi Bettoli e Monica Emmanuelli)
Olmis, 2022, pag. 164, 16,5x23,5
Euro 15,00
Io non credo alla verità delle dichiarazioni. Questo vale per tutti, compreso il sottoscritto. Perché le dichiarazioni valgono su un piano umano, ma se non c’è la prova certa tutte le dichiarazioni sono opinioni non verità storica.
Con queste parole Mario Bettoli si rivolge al gruppo di giovani giunti da Venezia per intervistarlo. Parole che spesso gli si sentiva ripetere da strenuo sostenitore della Storia. Era infatti ben consapevole di quanto fragile potesse essere la memoria tramandata e soprattutto quanto facile preda di strumentalizzazioni o mistificazioni. Per questo, da vigile e attento custode della verità, si ostinava a pretendere sempre la verifica dei fatti e delle dichiarazioni.
Rispettando la sua volontà, gli autori di questo prezioso lavoro si addentrano tra le pagine dattiloscritte nel 1946 da Mario Bettoli giovane ventenne, riscontrano fatti e avvenimenti descritti facendo emergere l’importanza di un documento rimasto finora sconosciuto ai più.Come già riportato nell’introduzione, Mario Bettoli non intendeva dare importanza alla sua storia riconducendola a sperimentazioni giovanili. E con questo stesso tono replicava a chi gli chiedeva come fosse diventato partigiano: solitamente la risposta immediata era “per sbaglio”, anche se l’espressione dialettale da lui utilizzata rendeva meglio il concetto. In realtà ciò non fa altro che confermare il tratto caratteristico di un uomo che ha sempre schivato il facile encomio personale, a favore di uno sguardo collettivo.
Il Mario Bettoli ventenne dimostra la lungimiranza e il senso di appartenenza alla comunità di chi è ben consapevole del motivo per cui è entrato a far parte della Resistenza: la volontà di costruire una società nuova che andasse a rompere quegli schemi individualistici tipici della società atomistica fascista. Quella consapevolezza, maturata già prima del suo ingresso tra i Partigiani, non lo ha mai abbandonato, guidando tutto il successivo attivismo politico: l’anticorpo all’individualismo va ricercato nel gruppo perché solo una comunità inclusiva può generare una società di persone. Ecco quindi che l’urgenza del giovane Mario Bettoli diventa quella di descrivere un contesto fatto di Nomi e Cognomi, di persone vere, di tante persone che, con grande altruismo e accomunate dalla voglia di cambiamento, hanno cercato, ognuna secondo le proprie attitudini, di fare la differenza.
Anche nel ricoprire la carica di presidente dell’Associazione Casa del Popolo ha sempre prevalso questo sguardo collettivo. Alla fine degli anni Ottanta, quando comincia il suo primo mandato, l’edificio eretto dagli operai del cotonificio veneziano all’inizio del ‘900 ha attraversato due guerre, vent’anni di dittatura fascista, un terremoto e ha assistito a tanti cambiamenti sociali e politici. Quanto basta per rendere estremamente fragile una struttura che risente comunque già del peso degli anni.
Ben consapevole dell’importanza storica della Casa del Popolo, che va ben oltre i confini del quartiere di Torre, grazie alla dedizione e all’impegno, Mario è il principale artefice della profonda ristrutturazione e rinnovamento dello storico fabbricato così come lo vediamo oggi.
Come il documento dattiloscritto del 1946, anche la ristrutturazione della Casa del Popolo ci restituisce, in un certo senso, tanti Nomi e Cognomi. Certo non visibili come quelli impressi su un foglio, ma comunque ben conservati nella memoria di quel luogo. Sono i tanti Nomi e Cognomi di quella grande comunità, fatta di donne e di uomini, che ha lottato per costruire e lasciare una società migliore, certamente diversa da quella che hanno trovato.
Degli anni in cui Mario ha presieduto l’Associazione mi piace però ricordare in particolare il suo rapporto con i giovani. La Casa del Popolo ha visto avvicendarsi decine e decine di ragazzi obiettori di coscienza per lo svolgimento di quel periodo (allora obbligatorio) alternativo alla leva militare. Parliamo di un periodo che comprende tutti gli anni Novanta fino ai primi anni duemila.
Ebbene, anche dopo aver concluso il proprio obbligo, l’appuntamento con Mario alla Casa del Popolo restava comunque un momento immancabile. Sapevi bene che l’avresti trovato in biblioteca tutti i giorni, a leggere e a commentare i suoi quotidiani. E così appena ti si presentava la possibilità, ci andavi. E intanto la Casa del Popolo si vivacizzava, nascevano nuove associazioni, si formavano gruppi, movimenti. Ma c’era anche chi voleva passare semplicemente del tempo a parlare, chi aveva bisogno di una cantina per suonare la batteria, chi di una sala prove, altri di un posto dove studiare, altri ancora di una cucina per farsi da mangiare. Ancora una volta era nata una comunità di persone.
Sarà stato quel parlare semplice, pulito e onesto, sarà stata la capacità di ascoltare senza giudicare e quella di cogliere i cambiamenti culturali della società, sarà stata la modernità delle vedute. Saranno state tutte queste cose insieme. Fatto sta che quel mezzo secolo di età che separava Mario da quella di tutti quei ragazzi scompariva immediatamente.
E poi c’erano i suoi racconti e i suoi aneddoti che avevano per protagonisti Nino, Sergio, la Bruna, la Rita, Bepi, Silvano, Luciano, Maria, Gianna, Toni, Lino, Enzo… Tutte e tutti capaci di imprese uniche e mitiche. E tu stavi li impalato ad ascoltare, in attesa di capire come si sarebbe conclusa quella storia in cui il fabbro, l’operaia tessile, il contadino, il maestro elementare, il tipografo, la sindacalista, il muratore, la prostituta, il mugnaio… avrebbe ad un certo punto tirato fuori il proprio genio contribuendo a innescare un cambiamento piccolo, ma significativo per la società.
Andrea Fregonese
Presidente della Casa del Popolo di Torre
Antonio Capitanio
Racconti partigiani di Vittorino Trevisan (Sile)
Olmis, 2022, pag. 104, 14x22
Euro 12,00
Ebbi tra mano, ricevuto dalla vedova del fratello di Vittorino, il manoscritto del diario. Era stato compilato su due blocchi di carta intestata al Consorzio Agrario datata 1942, rosata e semitrasparente, tenuti uniti da robuste graffette compilati con una grafia che non saprei definire meglio che quasi infantile, molto chiara, larga.
Dei due blocchi originali uno non lo posseggo più: chiestomi in visione dall’amico Aldo Mori questi lo riprestò a sua volta ad uno dei partigiani nominati nel testo, che si astenne dal renderlo ad Aldo; oggi lo ritengo ormai di difficilissimo reperimento. Per fortuna, cautelativamente mi ero premurato di farne alcune copie dattiloscritte, una delle quali si trova presso il Centro Aldo Mori di Portogruaro; il testo è stato da me trascritto identico all’originale.
Il secondo blocco del manoscritto contiene per buona parte una riscrittura di Pielungo. La differenza dalla prima scrittura è unicamente di carattere formale. Evidentemente nel cominciare a compilare il secondo blocco Sile aveva l’intento di trascrivere il testo in forma più meditata e scorrevole. Ho creduto utile riproporlo per due ragioni: innanzitutto per offrire l’idea di come avrebbe potuto riuscire l’intera opera se avesse ricevuto l’ultima mano dall’autore; poi perché ho inteso editare l’intero testo di Sile, integralmente.
A.C.
Sandro Forgiarini
Riti e simboli del magico keris
Olmis, 2022, pag. 44, 17,5x25
Euro 15,00
Nel libro di Margareth Wiener “Visible and Invisible Realms” la definizione di kris è: “The kris is an enspirited weapon”. Il kris è un'arma con lo spirito. Per noi occidentali è un concetto difficile da capire ma per un indonesiano i confini tra materia e spirito, fra realtà ed immaginazione, fra vivente e non vivente non sono così ben definiti e distinguibili. Penso che non ci sia al mondo un oggetto intriso di spiritualità e simbologia più del kris. Chi lo ha visto e tenuto in mano si è accorto certamente della sua diversità rispetto ad altre lame. La sua forma inconfondibile ed asimmetrica non può essere scambiata con nessun'altra. Molti degli occidentali pensano che la forma tipica del kris sia quella cosiddetta ‘fiammeggiante’. In realtà non è così, i kris a lama diritta (lurus) sono più numerosi. Ogni pezzo del kris ha una sua precisa simbologia che si manifesta nella forma, dimensioni, disegno, lavorazioni della lama e prosegue poi anche nell'impugnatura e nel fodero. Chi ha il compito di costruire il kris è una persona speciale, dotata non solo di grande abilità tecnica ma anche di spiritualità senza la quale il kris sarebbe solo un bel pezzo di metallo lavorato. Le origini del kris sono molto lontane, non ben definite. Nasce come oggetto da offrire alla divinità alla fine di cerimonie religiose. Era costituito da un solo pezzo di metallo con impugnatura integrale con la lama di piccole dimensioni, circa 20 cm in totale, e si chiamava Sajen, cioè preghiera, offerta. Alla fine della cerimonia veniva sepolto. In seguito la forma della lama si è evoluta e nel 1200 circa si inizia ad intravedere una lama con base asimmetrica ed impugnatura antropomorfa che rappresenta lo spirito degli antenati. Successivamente compare una variazione con l'apposizione di una barra metallica trasversale alla base della lama con funzione di guardia ed attraversata dal codolo su cui veniva fissata l'impugnatura. Questa è ancora oggi la versione definitiva del kris, pur con innumerevoli variazioni.
AA.VV.
Storia contemporanea in Friuli n. 51
I.F.S.M.L., 2021, pag. 304, 17x24
Euro 15,00
Storia nazionale
A cento anni dalla nascita del Partito comunista italiano _ a cura di Claudio Natoli
Alexander Höbel _ Fascismo, antifascismo, Resistenza nella storia del Pci
Claudio Natoli _ Il Pci nella costruzione della democrazia repubblicana
Aldo Agosti _ L’internazionalismo dei comunisti italiani
Albertina Vittoria _ Intellettuali e Pci dal secondo dopoguerra agli anni Settanta
Guido Liguori _ L’ultimo Berlinguer: rinnovare il Pci nel passaggio d’epoca della globalizzazione
Giovanni Costenaro _ L’Africa per salvare l’Europa? - I progetti di cooperazione economica nelle colonie durante l’appeasement
Alessandro Baù _ Gian Dàuli editore: idee, speranze, fallimenti 1921-1945
Alessandro Massignani / Il 6° reggimento alpini e il battaglione Bassano nella Grande guerra - Organizzazione, operazioni, condizioni di vita
Storia regionale
Antifascismo, europeismo, politiche per la montagna. Romano Marchetti
Denis Baron _ Introduzione
Laura Matelda Puppini _ Romano Marchetti mazziniano e partigiano
Claudio Lorenzini _ Ancora su periferie di periferie - Premesse di legami fra montagna ed Europa in Romano Marchetti
Andrea Zannini _ Antifascismo ed europeismo: lo snodo del dopoguerra
Sandro Menegon _ Libertà, professionalità e lungimiranza - Romano Marchetti, agronomo nella Carnia del secondo dopoguerra (1945-1954)
Luca Marin _ L’archivio Romano Marchetti: prime ricognizioni
Romano Marchetti: materiali per una bibliografia _ a cura di Denis Baron, Anna Di Qual, Claudio Lorenzini
Storiografia
Denis Baron, Alessandro Faè _ Studi e ricerche sul Friuli nell’età contemporanea. Le pubblicazioni del 2020
giovanni pietro nimis / autobiografia di una ricostruzione
dino pezzetta / terrae motus / olmis
gianfrancesco gubiani / l'orto senza veleni / olmis
gianluigi bettoli / il volto nascosto dello sviluppo
