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Ogni cosa è illuminata dalla luce del passato.
E' il titolo di un saggio di Donatella Cozzi, antropologa dell'Università di Udine, che sottolinea il connubio tra tradizione e memoria, unite dai fili del tempo, il tempo della storia del patrimonio, che a sua volta costruisce il legame tra passato, presente e futuro. Un incipit appropriato per introdurre un libro sulla storia di Cavazzo Carnico. Perché proprio alla storia del nostro Paese è dedicata la presente pubblicazione. Uno studio scientifico di ampio respiro che propone un'analisi particolareggiata del contesto storico, geografico, sociale, ambientale, linguistico, etnico e culturale del Comune di Cavazzo Carnico.
Un bagaglio ineguagliabile di valori ereditati, custoditi, vissuti e trasmessi, il patrimonio autentico del nostro popolo, che l'autore recupera dalla tradizione e dal buio della memoria per restituirlo alla comunità tutta.
Il presente volume, catalogando con precisione le testimonianze visive, scritte e tramandate verbalmente, ricostruisce la storia di Cavazzo. Va inoltre evidenziato lo sforzo compiuto dall'autore, il quale, utilizzando la forma narrativa, ha reso l'opera accessibile ad un vasto pubblico, facendo proprio il concetto che la storia è patrimonio collettivo.
Il libro, di scrittura discorsiva, presenta, oltre all'introduzione dell'autore, sedici capitoli, che tratteggiano il percorso storico del nostro Comune, dall'era preistorica fino ai giorni nostri, seguendo il contesto storico generale e declinandolo via via nella particolarità di Cavazzo. Vorrei richiamare qui una metafora usata dall'autore per descrivere il suo metodo d'indagine e di scrittura: per raccontare la storia di un Paese, di un Comune, ci si deve posizionare come il ricercatore in laboratorio, che allarga e stringe il fascio di luce del microscopio, fino a mettere a fuoco tutti i punti del vetrino. Dapprima esplorando la parte generale, poi andando più a fondo per scoprire tutte le componenti e i dettagli.

(dalla Prefazione)
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