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Gri-Gri e il paese dei gatti pescatori è la storia di una comunità di gatti tutti neri all'interno della quale viene un giorno a trovarsi un gatto grigio. Ne deriva una vicenda di bullismo, dove la comunità si fa branco, mentre il piccolo protagonista è deriso ed emarginato. Gri-Gri se ne andrà da solo, vivendo tante avventure prima che una svolta imprevista gli consenta di tornare, infine accolto e festeggiato dai suoi compagni gatti neri come un supereroe. Questa inedita fiaba moderna sulla diversità fu elaborata dall'autrice, Maria Lupieri, nel 1955 e corredata da tavole acquerellate in bianco e nero.

Maria Lupieri (Trieste, 1901 - Roma, 1961), definita da Carolus Cergoly "la Gertrude Stein triestina, la Gertrude Stein adriatica", è ricordata quale pittrice eclettica, capace di elaborare un proprio stile personale tenendo conto delle più svariate tendenze artistiche internazionali del suo tempo. Di famiglia carnica originaria di Preone, studiò a Udine e visse tra Trieste e Milano. Fu in rapporto con alcuni dei maggiori intellettuali del tempo ed ebbe quale migliore amica la figlia del poeta Umberto Saba, Linuccia, che l'accudì nella propria casa romana quando Maria si ammalò di una malattia professionale e morì.
La sua analisi visiva godette sempre di capacità narrative speciali, dovute alla frequentazione parallela sia della pittura sia della scrittura.

Il volume è curato da Roberto Benedetti, filologo, pubblicista e ricercatore indipendente, che traccia un profilo intimo della personalità di Maria Lupieri, della sua sensibilità artistica, e approfondisce gli aspetti salienti della realizzazione della storia di Gri-Gri.
Egli ha già curato per i tipi di Olmis il racconto per immagini Gli zingari a Creple (2017) di Maria Lupieri.


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