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avvenimenti
La Vita Cattolica - 3 maggio 2017

Foschiani, precursore dei tempi

di Gabriella Bucco


Il Friuli ha sempre avuto un clero di grande qualità come mostrano le personalità di Giuseppe Marchetti, Francesco Placereani, Guglielmo Biasutti, Pio Paschini, Pier Antonio Bellina, Gilberto Pressacco, tanto per citarne alcuni, al centro di celebrazioni e studi recenti. Tuttavia andando indietro nel tempo numerosi sono ancora i personaggi da scoprire come Giuseppe Foschiani, nato a Gemona nel 1848 e morto come vescovo nel 1913 a Feltre.
Walter Peruzzi cultore della storia locale di Manzano e autore di numerose pubblicazioni sul paese, ha ricostruito la storia del prelato che fu parroco di Manzano dal 1887 al 1908, lasciando viva memoria della sua opera. Lo stesso Peruzzi ricorda come il nome di Monsignor Foschiani ricorresse spesso nelle conversazioni degli anziani del paese e che nel mese di maggio si leggevano in chiesa brani tratti dal volume scritto dal prelato su Le Meraviglie di Lourdes. Tutte ragioni, cui si aggiungono anche motivazioni di devozione familiare, che lo hanno spinto a una ricerca storica, difficile fin dall'inizio e protratta nel tempo.
Giustamente l'autore si è indirizzato agli archivi, ma al di fuori del prezioso manoscritto Libro storico della Parrocchia di Manzano, le altre ricerche svolte a Gemona, a Feltre e nella Curia di Udine avevano dato esiti deludenti. Come accade talora, nel 2002 fu un colpo di fortuna a riavviare le ricerche quando Mariarosa Meroi «conoscendo il mio interesse per questo illustre prelato, rinvenuta una cassa ripiena di documenti e carte riguardanti proprio l'oggetto delle mie disperate ricerche, mi consegnava il tutto. Nulla di più magnifico! Rovistando ben bene sono usciti documenti personali di Monsignor Foschiani, la maggior parte riportati in questa biografia». A questi si sono aggiunti altri numerosi documenti, ritrovati dai pronipoti in cassetti rimasti segreti e «spuntati come per magia», aggiunge Peruzzi.
Molto arduo è stato il compito di vagliare e ordinare tutta questa enorme massa di dati, sforzo che traspare dalla lettura del libro, dove l'autore inserisce a piene mani i documenti e i sermoni del Foschiani, così fortunosamente ritrovati.
Walter Peruzzi non si limita a scrivere una biografia del prelato, ma cerca doverosamente di inserirla nel complicato clima politico tra Otto e Novecento, come si evince anche dal sottotitolo del volume dove il Foschiani è definito Sacerdote, Parroco, Vescovo precursore dei tempi. Decenni difficili in cui si fronteggiavano l'anticlericalismo del Regno d'Italia e la anacronistica difesa dello Stato Pontificio. Pio IX come reazione alla presa di Roma, aveva vietato nel 1874 ai cattolici italiani di partecipare alle elezioni e in genere alla vita politica dello Stato italiano, ma già Papa Leone XIII (Gioacchino dei conti Pecci 1810-1903), eletto nel 1878, emanò l'enciclica Rerum novarum (1891) che costituì il fondamento teorico della dottrina sociale cattolica e rappresentò la risposta della Chiesa sulla questione operaia, sollecitando la formazione di associazioni sindacali improntate alla solidarietà cristiana. Papa Pio X (Giuseppe Melchiorre Sarto Riese 1835-Roma 1914) nel 1905, pur non revocando formalmente il divieto, permise l'adito dei cattolici alla vita politica qualora sussistessero circostanze speciali riconosciute dai vescovi. Si arrivò così nelle elezioni del 1913, al cosiddetto patto Gentiloni, che organizzò la partecipazione dei cattolici italiani alla vita politica, sostenendo alle elezioni quei candidati che avessero accettato i sette punti programmatici indicati dai cattolici. Solo nel 1919 Benedetto XV permise ai cattolici di aderire al Partito popolare di Luigi Sturzo.
Giuseppe Foschiani operò in questo complesso contesto storico in piena sintonia con i tempi nuovi della chiesa fondando nel 1891 a Manzano, dove all'agricoltura si erano aggiunti i laboratori dei seggiolai, la Società di Mutuo Soccorso che si occupava anche di acquisti collettivi in materie agricole, una cassa operaia, confraternite e pie istituzioni. Fu innovativo anche sul piano culturale collaborando a lungo con i giornali cattolici il Cittadino e il Crociato e soprattutto fondando, ormai vescovo di Belluno, il settimanale di informazione generale L'amico del Popolo il cui primo numero uscì il 3 gennaio 1909 ed è tuttora edito come giornale diocesano.
Walter Peruzzi esamina la storia di Giuseppe Foschiani partendo dalla sua attività nella parrocchia di Manzano, di cui descrive le consuetudini e le tradizioni lungo tutto l'anno liturgico. Trascrive anche le annotazioni che monsignor Foschiani scrisse relativamente agli incontri con illustri letterati del territorio come Caterina Percoto, il conte Francesco di Manzano e l'esploratore Pietro Savorgnan di Brazzà, ricorda i soggiorni nell'abbazia di Rosazzo di Giuseppe Sarto, futuro papa Pio X, dal 1897 al 1902. Il libro si occupa anche della attività pastorale svolta dal Foschiani come vescovo di Belluno, specie nel settore sociale e di tutela dell'emigrazione. Lo studio di Walter Peruzzi sulla personalità di Giuseppe Foschiani ha avuto anche dei riflessi sulle celebrazioni di commemorazione della morte del presule, che nel 2013 hanno visto uno scambio tra la parrocchia di Manzano e la diocesi di Belluno. La pubblicazione attuale conclude idealmente dunque le celebrazioni ricordando la lezione, ancor valida nel tempo, di monsignor Giuseppe Foschiani.

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